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5 motivi per cui richiedere l’autopsia può essere fondamentale per ottenere il risarcimento

Quando una persona muore durante un ricovero, dopo un intervento chirurgico o a seguito di una terapia, i familiari possono trovarsi davanti a una domanda difficile: la morte era inevitabile oppure potrebbe essere stata causata o anticipata da un errore medico?

In presenza di circostanze poco chiare, una delle prime questioni da valutare è l’opportunità di richiedere tempestivamente un accertamento autoptico.

L’autopsia non serve soltanto a stabilire la causa anatomica della morte. In un possibile caso di malasanità con esito mortale, può fornire elementi essenziali per ricostruire ciò che è accaduto e verificare l’esistenza di un rapporto tra eventuali errori sanitari e il decesso.

Per questo è importante muoversi rapidamente e, soprattutto, valutare la partecipazione agli accertamenti di un medico-legale di parte incaricato dalla famiglia.

1. L’autopsia può accertare la reale causa del decesso

Il primo obiettivo è apparentemente semplice: capire perché il paziente è morto.

Non sempre, tuttavia, la risposta contenuta nella cartella clinica o nel certificato di morte è sufficiente a ricostruire l’intero percorso causale.

L’esame autoptico può permettere di verificare direttamente la presenza di alterazioni anatomiche e patologiche e, quando necessario, può essere integrato con ulteriori accertamenti istologici, tossicologici o specialistici.

In un caso di sospetta responsabilità sanitaria questo significa poter confrontare ciò che emerge dal corpo del paziente con quanto risulta dalla cartella clinica, dagli esami diagnostici e dalle terapie effettuate.

La domanda fondamentale non è soltanto “di che cosa è morto il paziente?”, ma anche: quella morte poteva essere evitata o ritardata attraverso una diversa e tempestiva condotta sanitaria?

2. L’autopsia può far emergere un possibile errore medico

Non tutte le complicanze sono conseguenza di malasanità e non tutti i decessi verificatisi in ospedale comportano una responsabilità dei sanitari.

Occorre distinguere la naturale evoluzione della malattia e le complicanze non evitabili dagli eventi che potrebbero invece essere collegati a una condotta sanitaria inappropriata.

L’autopsia può assumere particolare rilevanza, ad esempio, quando occorra verificare la presenza di emorragie interne, infezioni, perforazioni o lesioni d’organo, trombosi, embolie, complicanze chirurgiche o altre condizioni patologiche che debbano essere messe in relazione con le cure ricevute.

Il dato autoptico dovrà naturalmente essere valutato insieme alla documentazione sanitaria e agli altri elementi disponibili. Ma proprio questa ricostruzione complessiva può consentire al medico-legale di stabilire se esistano elementi sufficienti per approfondire una possibile responsabilità sanitaria.

3. Dopo la sepoltura o la cremazione alcune prove possono andare perdute

Questo è probabilmente l’aspetto che le famiglie conoscono meno.

La valutazione sull’opportunità dell’autopsia dovrebbe essere effettuata tempestivamente, perché il trascorrere del tempo può compromettere la possibilità di acquisire determinati elementi.

Una volta avvenuta la cremazione, l’accertamento autoptico sul corpo non è evidentemente più possibile. Anche dopo la sepoltura, un eventuale successivo accertamento può diventare assai più complesso.

Per questa ragione, quando le circostanze della morte suscitano dubbi, è opportuno rivolgersi rapidamente a professionisti competenti per stabilire quali accertamenti siano concretamente possibili e opportuni nel singolo caso.

Aspettare di avere tutta la cartella clinica o di decidere se iniziare una causa potrebbe, in determinate situazioni, significare perdere un elemento probatorio importante.

4. Perché è importante il medico-legale di parte durante l’autopsia

Quando è possibile partecipare agli accertamenti attraverso un proprio consulente, la presenza di un medico-legale incaricato dalla famiglia rappresenta una garanzia fondamentale di tutela tecnica.

Il consulente di parte non si limita ad assistere passivamente all’esame. Nell’ambito delle facoltà consentite dalla procedura applicabile, può seguire le operazioni, formulare osservazioni, evidenziare aspetti che meritano approfondimento e valutare la necessità di ulteriori accertamenti.

Nei casi più complessi, il medico-legale può inoltre essere affiancato da uno specialista della disciplina interessata: ad esempio un chirurgo, un cardiologo, un anestesista-rianimatore o altro professionista competente rispetto alla vicenda clinica.

Per questo, in previsione di un possibile contenzioso sanitario, è importante che la famiglia sia assistita da un proprio consulente medico-legale fin dalla fase autoptica, quando ciò sia giuridicamente e concretamente possibile.

Intervenire soltanto mesi o anni dopo significa chiedere al consulente di ricostruire gli eventi sulla base di ciò che è rimasto. Intervenire tempestivamente significa invece consentirgli di valutare anche elementi che potrebbero non essere più acquisibili successivamente.

5. L’autopsia può diventare fondamentale per una richiesta di risarcimento per malasanità

Accertare un errore medico non è sufficiente, da solo, per ottenere un risarcimento.

In una controversia per responsabilità sanitaria conseguente alla morte del paziente assume particolare importanza la ricostruzione del nesso causale: occorre verificare se la condotta contestata abbia effettivamente causato, anticipato o comunque inciso sull’esito mortale secondo i criteri applicabili al caso concreto.

È proprio qui che le risultanze dell’autopsia possono diventare particolarmente importanti.

La documentazione sanitaria, gli esami diagnostici, le testimonianze, le valutazioni specialistiche e gli accertamenti autoptici possono concorrere a ricostruire il quadro necessario per stabilire se esistano i presupposti medico-legali e giuridici per formulare una richiesta di risarcimento per morte causata da errore medico.

Autopsia e malasanità: perché è importante agire subito

Quando una famiglia sospetta che la morte di un proprio congiunto possa essere collegata a un errore sanitario, il primo passo non dovrebbe essere quello di iniziare immediatamente una causa, ma quello di conservare e acquisire correttamente le prove.

Occorre valutare tempestivamente l’acquisizione della cartella clinica, degli esami diagnostici e della restante documentazione sanitaria e, quando le circostanze lo rendano opportuno, la possibilità di effettuare l’autopsia con l’assistenza di un proprio consulente.

Una corretta valutazione medico-legale iniziale può anche evitare contenziosi privi di fondamento, distinguendo le complicanze inevitabili dai casi nei quali emergano effettivi elementi di responsabilità.

Come può aiutarti Stop Malasanità

Stop Malasanità offre assistenza legale e medico-legale alle famiglie che intendono fare chiarezza su un decesso sospetto avvenuto in ospedale o a seguito di cure sanitarie.

Il caso viene esaminato per valutare tempestivamente l’opportunità dell’accertamento autoptico e, quando possibile e necessario, la partecipazione di un medico-legale di parte, eventualmente affiancato dagli specialisti richiesti dalla specifica vicenda clinica.

In caso di presa in carico secondo la formula prevista dal servizio, potrai essere assistito nella richiesta di risarcimento senza anticipazione dei compensi professionali, con compenso dovuto solo a risultato ottenuto, secondo le condizioni concordate.

L’obiettivo è duplice: capire realmente che cosa è accaduto e preservare tempestivamente gli elementi necessari a tutelare il diritto al risarcimento quando ne esistano i presupposti.

Hai perso un familiare in ospedale e hai dubbi sulle cause della morte?

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Puoi contattarci gratuitamente 24 ore su 24 al numero 351 7466753 oppure scriverci su stopmalasanita.it.