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 Quando può esserci errore medico e come ottenere il risarcimento

Tuo figlio ha subito un’ipossia alla nascita? Ti hanno parlato di asfissia perinatale, sofferenza fetale, acidosi o carenza di ossigeno durante il parto?

In questi casi è importante capire esattamente che cosa sia accaduto.

L’ipossia neonatale può avere conseguenze neurologiche molto gravi, ma non significa automaticamente che vi sia stata malasanità. Occorre verificare se la carenza di ossigeno fosse prevedibile o riconoscibile e, soprattutto, se una diversa e tempestiva condotta dei sanitari avrebbe potuto evitare o ridurre il danno.

Che cos’è l’ipossia neonatale

Con il termine ipossia si indica una condizione di insufficiente apporto di ossigeno ai tessuti.

Quando interessa il bambino nel periodo immediatamente precedente, durante o subito dopo il parto può, nei casi più seri, determinare un danno cerebrale ipossico-ischemico.

Tra le conseguenze più gravi possono esservi:

  • encefalopatia ipossico-ischemica
  • paralisi cerebrale infantile
  • tetraparesi o tetraparesi spastica
  • epilessia
  • deficit motori e cognitivi
  • disturbi neurologici permanenti
  • nei casi estremi, morte neonatale.

L’Istituto Superiore di Sanità identifica l’encefalopatia ipossico-ischemica tra le maggiori cause di mortalità neonatale e disabilità neurologica.

Quando l’ipossia durante il parto può dipendere da un errore medico?

L’accertamento deve concentrarsi sull’intera gestione del travaglio.

Bisogna verificare se vi siano stati segnali di sofferenza fetale, se il tracciato cardiotocografico presentasse anomalie, se tali anomalie siano state correttamente interpretate e se, quando necessario, sia stata tempestivamente modificata la strategia assistenziale.

Tra le situazioni da approfondire vi sono il ritardo nell’esecuzione del cesareo, il mancato riconoscimento di un’emergenza ostetrica, una gestione inappropriata del travaglio e gli eventuali ritardi nella rianimazione neonatale.

Quali documenti servono?

Sono particolarmente importanti cartella clinica materna e neonatale, partogramma, tracciati cardiotocografici completi, diario ostetrico, verbale del parto o del cesareo, orari delle decisioni cliniche, Apgar, emogasanalisi del cordone, documentazione della rianimazione, cartella della terapia intensiva neonatale e risonanze magnetiche cerebrali.

La valutazione deve essere affidata a un medico-legale affiancato, quando necessario, da specialisti in ginecologia-ostetricia e neonatologia.

Ipossia neonatale e risarcimento

Se viene dimostrato che un comportamento sanitario colposo ha causato o aggravato il danno, possono essere risarcite tutte le conseguenze patrimoniali e non patrimoniali giuridicamente riconoscibili, comprese, nei casi più gravi, le future necessità assistenziali del bambino.

Se tuo figlio ha subito un’ipossia durante il parto, non fermarti alla diagnosi. Bisogna capire perché è successo.

Se tuo figlio ha riportato una tetraparesi, una paralisi cerebrale infantile, un’encefalopatia ipossico-ischemica o un altro grave danno neurologico dopo il parto, puoi chiedere a Stop Malasanità di valutare la documentazione per verificare se esistano i presupposti di un caso di responsabilità sanitaria.

Siamo attivi 24 ore su 24, 7 giorni su 7.

L’assistenza, nei casi presi in carico secondo la formula prevista dal servizio, è senza anticipazione di spese e il compenso è dovuto solo a risultato ottenuto, secondo le condizioni concordate.

Stop Malasanità sarà al tuo fianco per darti la forza e l’assistenza che servono per ottenere giustizia.

Perché dietro ogni caso non c’è una pratica.

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