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Chirurgia bariatrica: sleeve gastrectomy e rischi

La chirurgia bariatrica rappresenta oggi uno dei trattamenti più efficaci per l’obesità grave. La sleeve gastrectomy, eseguita per via laparoscopica, è considerata una procedura standardizzata e relativamente sicura quando effettuata in centri qualificati.

Tuttavia, come ogni intervento chirurgico, non è esente da rischi. Quando si verificano errori tecnici intraoperatori e una gestione post-operatoria non adeguatamente controllata, le conseguenze possono essere molto più gravi di quanto si immagini.

Un caso emblematico mostra come una complicanza intraoperatoria e una successiva gestione non ottimale abbiano condotto a stenosi esofagea, malnutrizione severa e polineuropatia sensitivo-motoria permanente da carenza vitaminica.

Il contesto iniziale: obesità grave e indicazione alla sleeve

Una donna di 43 anni viene ricoverata con diagnosi di obesità grave e programma di intervento di sleeve gastrectomy.

Prima dell’intervento viene acquisito consenso scritto, ma nella documentazione clinica non risulta allegato il foglio informativo dettagliato sulle possibili complicanze specifiche. Questo elemento assume particolare rilevanza alla luce di quanto accadrà.

L’intervento chirurgico: una complicanza intraoperatoria significativa

Durante la procedura si verifica un evento critico:

  • il sondino naso-gastrico rimane intrappolato nella linea di sutura gastrica;
  • si rende necessaria una gastroscopia urgente;
  • si evidenzia interruzione del sondino in due punti;
  • viene riaperta la sutura gastrica;
  • si procede a nuova resezione e risutura del tratto gastrico.

Si tratta di una complicanza non banale che comporta:

  • manipolazioni aggiuntive del viscere,
  • ulteriore resezione gastrica,
  • aumento del rischio di fistola e stenosi.

Il test di tenuta intraoperatorio risulta negativo, e la paziente viene dimessa dopo alcuni giorni con decorso apparentemente regolare.

Le complicanze tardive: fistola e stenosi esofagea

A distanza di poche settimane emergono i primi problemi:

  • disfagia progressiva;
  • difficoltà alla deglutizione;
  • ristagno del mezzo di contrasto agli esami radiologici;
  • diagnosi di stenosi esofagea in esiti di fistola post-sleeve.

La paziente viene sottoposta a numerose dilatazioni endoscopiche in anestesia.

Nel frattempo, la ridotta capacità alimentare determina una progressiva ipoalimentazione severa.

Il quadro neurologico: una polineuropatia carenziale devastante

Nei mesi successivi compaiono sintomi neurologici importanti:

  • parestesie diffuse agli arti;
  • debolezza muscolare progressiva;
  • difficoltà nella deambulazione;
  • episodi lipotimici;
  • grave astenia.

Gli esami neurofisiologici evidenziano una polineuropatia sensitivo-motoria prevalentemente assonale, con segni di denervazione attiva.

Gli esami ematici mostrano valori significativamente bassi di vitamina B1 (tiamina).

La diagnosi è chiara: polineuropatia carenziale in esiti di chirurgia bariatrica complicata.

La carenza di vitamina B1 è una complicanza nota della chirurgia bariatrica, soprattutto quando vi è:

  • malassorbimento,
  • vomito persistente,
  • stenosi gastrica,
  • alimentazione insufficiente non adeguatamente monitorata.

La prevenzione è possibile attraverso controlli ematici periodici e supplementazione tempestiva.

Il lungo percorso riabilitativo

La paziente viene ricoverata in neurologia e poi in riabilitazione intensiva.

All’ingresso presenta un indice di Barthel di 55/100 (grave compromissione funzionale).

Dopo mesi di terapia intensiva riabilitativa, migliora fino a 95/100, ma con esiti permanenti.

Persistono:

  • deficit motori distali agli arti inferiori;
  • paresi del nervo peroneo;
  • steppage nella deambulazione;
  • necessità di ortesi (molla di Codivilla);
  • ipoestesie distali;
  • crampi e dolori muscolari;
  • difficoltà persistenti nella deglutizione di cibi solidi.

L’elettromiografia di controllo conferma una grave polineuropatia assonale cronica.

Le conseguenze nella vita quotidiana

La paziente:

  • perde il lavoro durante la fase acuta;
  • riprende l’attività lavorativa mesi dopo, ma con limitazioni;
  • deve utilizzare ortesi;
  • presenta difficoltà nelle attività prolungate in stazione eretta;
  • lamenta dolore cronico e affaticabilità;
  • vive un significativo disagio psicologico legato alla perdita di autonomia.

Dove si colloca la responsabilità sanitaria

In questo caso emergono più profili critici:

  1. Complicanza tecnica intraoperatoria

L’intrappolamento del sondino nella linea di sutura rappresenta un errore tecnico che ha richiesto manovre aggiuntive e aumentato il rischio di complicanze.

  1. Carenza nel monitoraggio nutrizionale

La comparsa di stenosi e disfagia imponeva un controllo nutrizionale stringente, con supplementazione vitaminica precoce e monitoraggio sistematico.

  1. Ritardo nel riconoscimento della carenza vitaminica

La polineuropatia da tiamina è una complicanza nota e prevenibile se diagnosticata tempestivamente.

  1. Consenso informato incompleto

Non risulta documentata una informazione dettagliata sui rischi neurologici legati a carenze nutrizionali post-sleeve.

Quali danni sono risarcibili in casi simili

In situazioni come questa possono essere riconosciuti:

  • danno biologico temporaneo prolungato;
  • danno biologico permanente significativo (stimabile intorno al 40%);
  • danno morale per la sofferenza soggettiva;
  • danno da lavoro usurante (in caso di attività lavorativa fisicamente impegnativa);
  • eventuale danno patrimoniale per perdita o riduzione della capacità lavorativa.

Cosa insegna questo caso

Questo caso dimostra che:

  1. La chirurgia bariatrica richiede monitoraggio nutrizionale rigoroso.
  2. Le carenze vitaminiche possono causare danni neurologici irreversibili.
  3. Le complicanze tecniche intraoperatorie aumentano il rischio di stenosi e malnutrizione.
  4. Il follow-up è parte integrante della prestazione chirurgica.

Conclusione

La sleeve gastrectomy è uno strumento efficace contro l’obesità grave, ma richiede:

  • tecnica chirurgica impeccabile,
  • controllo post-operatorio accurato,
  • monitoraggio nutrizionale costante,
  • supplementazione tempestiva.

Quando questi passaggi vengono trascurati, una procedura nata per migliorare la qualità della vita può determinare una grave polineuropatia permanente e un danno esistenziale rilevante.

In questi casi, la responsabilità sanitaria è concreta e il paziente ha diritto a tutela e risarcimento per le conseguenze subite.

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